E-commerce

La creazione di un negozio virtuale e la realizzazione di una connessione ad internet pongono problemi giuridici e fiscali che devono essere analizzati adeguatamente e preventivamente.

L’applicazione di diverse normative, nazionali e comunitarie, richiedono un attento studio delle disposizioni disciplinanti l’ e-contract e una prudente valutazione della regolamentazione posta a tutela della privacy e del consumatore.

Alla luce del fatto che, in Europa, il 61% delle ordinazioni “on-line”, da un Paese all’altro, non va a buon fine, l’intervento mirato di un giurista del settore consente all’impresa di preservarsi da eventuali eccezioni che, nella stragrande maggioranza dei contenziosi, sono il frutto marcio di una negoziazione malata e non opportunamente vagliata.

Il contratto che si realizza nel cyberspazio non differisce dal suo affine del mondo fisico. E’ anch’esso preceduto da una fase pre-contrattuale e si perfeziona con l’accordo tipico di un negozio giuridico bilaterale che richiama l’impianto delle regole codicistiche non incompatibili con l’idea che possa esistere un contratto anche con l’incontro di due atti apparentemente distinti (unilateral contract del diritto anglosassone).

La fase precontrattuale, invece, tradizionalmente considerata luogo di negoziazione e di discussione dei termini negoziali, esce dalle sue radici classiche e, pur persistendo come teatro di trattative, si riduce nell’osservanza di dettami comportamentali e nella consegna di “informazioni” che, se non dettagliatamente trasmesse al consumatore, invalidano il contratto.

L’e-commerce è un modo di stare sul mercato che necessità di una revisione delle basi del diritto e dell’economia. Le vecchie categorie concettuali devono essere calate nella nuova realtà economica e, compito dell’interprete nella sua attività esegetica e di applicazione pratica, sarà quello di ottimizzare i vantaggi e ridurre gli svantaggi così da permettere all’impresa di operare nel pieno rispetto delle regole, evitando pesanti sanzioni amministrative e limitando i rischi legati all’attività economica.

Il legislatore Italiano recependo la Direttiva 2000/31/Ce, con il D.lgs 9 aprile 2003 ha conformato i servizi della “società dell’informazione” alla disposizioni nazionali vigenti e ha liberalizzato l’attività di commercio elettronico limitando la circolazione del servizio solo nel caso di pericolo per l’ordine pubblico, la sicurezza nazionale, la difesa nazionale, la tutela della salute pubblica, la tutela dei consumatori e degli investitori.

L’operatore commerciale risponderà quindi penalmente, civilmente e amministrativamente per lo svolgimento di attività illecite o di attività esercitate con modalità non conformi alla normativa.

La conoscenza delle previsioni normative e una loro corretta applicazione pratica garantirà all’operatore commerciale la completa fruizione di tutti gli infiniti vantaggi dell’imminente mondo virtuale.