Lesioni Personali Stradali e Sanzioni Amministrative

LA REVOCA DELLA PATENTE NON SCATTERÀ PIÙ IN AUTOMATICO – LESIONI E OMICIDIO STRADALE E RELATIVE SANZIONI AMMINISTRATIVE

La Corte Costituzionale, con un comunicato del 20.02.2018 – a breve la pubblicazione della sentenza – ha anticipato l’esito del giudizio con il quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 222 del Codice della strada laddove è prevista l’automatica revoca della patente di guida in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali.

La Consulta ha confermato la legittimità automatica della revoca solo in caso di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o dall’alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe.

Invece, in tutte la altre situazioni, è stato escluso l’automatismo e, conseguentemente, riconosciuto al giudice il potere discrezionale di valutare le peculiarità della singola fattispecie concreta, applicando, in alternativa alla revoca, la sanzione, meno grave,  della sospensione della patente.

La questione di  legittimità era stata sollevata dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma, dal Tribunale di Torino e di Forlì, sia in merito al divieto di prevalenza e di equivalenza dell’attenuante speciale della “responsabilità non esclusiva” dell’imputato rispetto alle concorrenti aggravanti speciali previste per questi reati (guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti) – questione che ha superato il vaglio di costituzionalità – sia in merito all’art 222 CdS laddove è prevista l’applicazione della medesima sanzione accessoria della revoca quinquennale della patente di guida a fronte di condanne per diversi reati.

Le nuove norme (art. 589 bis – 590 bis c.p e modifica dell’art. 222 CdS), introdotte con L. 41/2016, che inasprivano sia le sanzioni penali che quelle amministrative, erano immediatamente parse – oltre che poco chiare, incongruenti e contraddittorie, soprattutto rispetto al dato letterale –  lesive dei principi costituzionali di proporzionalità e di ragionevolezza in quanto colpivano, con la medesima sanzione, condotte ontologicamente e strutturalmente diverse e disomogenee, che non soltanto divergono quanto all’evento (morte oppure lesioni personali gravi o gravissime) che ne è derivato, ma che si presentano differenti quanto al tipo di azione tenuta.

Dunque, nessuno sconto a chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze: le sanzioni penali e amministrative sono confermate. In tutte le altre circostanze, tra le quali anche “passaggio con semaforo rosso, alta velocità, inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, sorpasso in corrispondenza di attraversamento pedonale o linea continua”, l’automatismo verrà escluso e spetterà al giudice il potere-dovere di valutare le diversità della fattispecie rispetto all’evento (omicidio colposo, da un lato, e lesioni colpose gravi o gravissime dall’altro) e la gravità delle singole condotte.

Attendiamo solo di leggere il testo integrale della sentenza per meglio capire l’iter motivazionale della tanto attesa decisione.