Le tabelle millesimali possono essere modificate anche senza il consenso unanime dei condomini (Corte di Cassazione, ordinanza n. 30392/19)

La questione è stata nuovamente sottoposta all’esame Suprema Corte che, in materia di revisione di tabelle millesimali adottate mediante  regolamento condominiale, con ordinanza n. 30392/19, ha stabilito la legittimità della delibera assembleare anche se adottata a maggioranza qualificata ex art. 1136, comma 2, c.c.

La giurisprudenza ha infatti più volte chiarito che l’atto di approvazione delle tabelle millesimali, così come quello di revisione delle stesse, non ha natura negoziale. Non è quindi necessaria l’approvazione unanime dei condomini, essendo a tal fine sufficiente la maggioranza qualificata di cui all’art. 1136, comma 2, c.c.

Come infatti avevano già avuto modo di chiarire le SS.UU. con sent. n. 18477/10, la necessità del consenso unanime dei condomini, quand’anche si tratti di tabelle millesimali allegate ad un regolamento condominiale avente natura contrattuale, si fonda nel mancato rispetto del regime legale di ripartizione delle spese.

In altri termini l’unanimità dei consensi è necessaria solo allorquando si intenda modificare la tabella millesimale che deroga ai criteri legali di ripartizione delle spese. In caso contrario risulterà sufficiente la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio, così come disposto dall’art. 1136, 2° co., c.c.