Facebook cancella il profilo di un utente e viene condannato a pagare i danni

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Può Facebook cancellare l’account di un utente?

La cancellazione immotivata del profilo facebook è illegittima e può essere sanzionata con la condanna al risarcimento dei danni.

L’esclusione dal social network e la conseguente distruzione dei dati e dei contatti è suscettibile di cagionare un danno grave ed irreparabile alla vita di relazione e alla identità personale dell’utente.

Infatti, quando una persona naviga nell’internet, è un “corpo informativo elettronico” la cui esistenza si estrinseca nella integrità dei dati che lo compongono.

L’alterazione o la cancellazione ingiustificata del nostro “essere informativo” arreca una lesione della nostra identità digitale ovvero alla nostra esistenza nel cyberspazio.

Il patrimonio informativo dell’utente, che si manifesta anche nelle “relazioni digitali”, è un diritto fondamentale della persona, costituzionalmente garantito, che non può essere compresso nemmeno dalla (apparente) gratuità della prestazione resa dal social network.

In realtà i dati che immettiamo nella piattaforma hanno un valore economico che rende il servizio offerto dal social network come oneroso (Cons. Stato n. 2631/2021).

Si stima che il valore commerciale medio di un account Facebook sia di circa € 100,00 valutati sulla base dell’utilizzabilità dei dati a fini pubblicitari e commerciali.

Ne consegue che la rimozione dei contenuti e la sospensione o cancellazione di un profilo è prevista solo per le giuste cause indicate nel regolamento contrattuale che, peraltro, obbliga il gestore ad informare l’utente dei motivi della rimozione.

La cancellazione ingiustificata del profilo personale di un utente e dei dati da esso forniti costituisce quindi un inadempimento del social network con conseguente responsabilità contrattuale e obbligo di risarcimento dei danni.

Danni che, per la violazione di diritti personali, si sostanziano in un nocumento di natura non patrimoniale, il cui ristoro può andare ben oltre al valore commerciale del singolo profilo.

Con una recente pronuncia il Tribunale di Bologna ha riconosciuto un risarcimento di € 14.000,00 ad un utente che, in seguito alla cancellazione del profilo personale e di due pagine pubbliche ad esso collegate, ha subito la perdita definitiva di tutti i contatti e dei documenti conservati nel proprio account.

La distruzione totale e irreversibile dell’identità personale del soggetto ha cagionato gravi danni alla vita di relazione che, nella “rete”, trova oggi la sua massima estrinsecazione:

Facebook non è solo un’occasione ludica, di intrattenimento, ma anche un luogo, seppur virtuale, di proiezione della propria identità, di intessitura di rapporti personali, di espressione e comunicazione del proprio pensiero”

(Trib. Di Bologna, Ord. 10 Marzo 21)

Seppur sia vero che attraverso un processo di “reificazione” l’utente diventa merce, oggetto di studio misurabile, ciò nondimeno esso non si scompone nei dati che identificano il suo profilo ma, anzi, si eleva a nuovo “corpo digitale” meritevole di tutela giuridica tanto quanto quello – se non di più – del proprio alter-ego materico.