Responsabilità del “professionista” e delle Istituzioni

verso alcuni soggetti si deve pretendere un maggior grado di responsabilità. il “timore reverenziale” non deve costituire un freno all’esercizio dei propri diritti

Responsabilità della scuola e degli educatori
Tuo figlio si è ferito durante l’orario scolastico oppure a seguito di un incidente durante una lezione di sci collettiva?

Con l’iscrizione a scuola si instaura un rapporto contrattuale che obbliga l’istituto scolastico a vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo sia che la lesione venga procurata da terzi sia che l’allievo procuri danno a se stesso. Devi sapere che tutti i collaboratori scolastici ai quali viene affidato il minore per ragioni di educazione, istruzione o di sport, sia nell’ambito di una struttura scolastica sia in virtù di un autonomo rapporto privato sono tenuti a rispondere dei danni. La giurisprudenza esige tuttavia dal danneggiato un onere di allegazione specifico in tema di inadempimento dell’obbligazione gravante sull’istituto scolastico.

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Responsabilità del medico
Un tuo famigliare è deceduto durante una operazione chirurgica?
Il tuo odontoiatra non ha soddisfatto le tue aspettative eseguendo una terapia implantoprotesica viziata da gravi difetti estetici e funzionali?
Il tuo chirurgo estetico non ti ha correttamente edotto delle conseguenze dell’intervento?

La malpractice medica può causare gravissimi danni alla persona che, spesso, per le evidenti ripercussioni psicologiche ed emotive che tali eventi generano, non vengono tempestivamente ed adeguatamente affrontati. Non posso restituirti ciò che hai perso ma posso aiutarti a dare concreta tutela alle tue sofferenze.

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Responsabilità del notaio
Il notaio non ti ha informato, pur essendone venuto a conoscenza, di questioni pregiudizievoli al tuo acquisto?

Pur non essendoci un obbligo di “dissuasione” del cliente rispetto alla stipula dell’atto, esiste un “dovere di consiglio” e comunque di informazione rispetto a fatti dei quali è venuto a conoscenza, soprattutto se frutto di accertamenti compiuti su richiesta delle parti. Del resto ciò che viene richiesto al notaio è la traduzione, sul piano giuridico, di interessi emergenti sul piano empirico. Ciò implica, a carico del professionista, adeguate verifiche e adempimenti preliminari finalizzati alla realizzazione, anche sul piano fiscale, del risultato pratico voluto dalle parti.
La diligenza professionale richiesta al notaio dovrà caratterizzare ogni fase della prestazione, Pena il risarcimento dei danni a favore del cliente insoddisfatto

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Responsabilità del progettista e del direttore lavori
Hai acquistato dall’impresa costruttrice, ora fallita, un immobile che, dopo qualche tempo, ha manifestato gravi vizi e difetti?

Oltre all’assicurazione decennale, obbligatoria per edifici in costruzione, la garanzia di solvenza potrà esserti fornita anche dal progettista e dal direttore lavori che, con il costruttore, risponderanno solidalmente dei danni che hai subito. La richiesta di risarcimento è però soggetta a stringenti termini di decadenza.

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Responsabilità nel rapporto di lavoro
Hai subito un infortunio sul lavoro o mentre di recavi in azienda ma ritieni di non essere stato integralmente risarcito dall’INAIL?

Le prestazioni erogate dall’INAIL non sempre ristorano integralmente il danno patito dall’infortunato che ben potrà agire, qualora ne sussistano i presupposti, contro il datore di lavoro o il responsabile civile. L’indennizzo percepito dall’istituto assicuratore potrebbe essere trattenuto in “acconto” sul maggior danno che sarà tuttavia onere del danneggiato provare e richiedere. L’oggetto del “danno differenziale” coincide con le aree di franchigia escluse dalle prestazioni Inail, erogate sotto forma di capitale per le invalidità dal 6% al 15% e sotto forma di rendita per quelle superiori al 15%. Costituiscono pertanto voci di ulteriore pregiudizio il danno biologico temporaneo e permanente escluso dalla liquidazione inail, nonché il danno patrimoniale non percepito.

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Responsabilità per discriminazione
Sai che le sofferenze e i patemi d’animo ingenerati dalla discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, sulla razza o su qualsiasi altro tratto della personalità fanno sorgere un diritto al risarcimento del danno?

Qualsiasi ingiustificata distinzione tra esseri umani è illecita e, se causa di un patimento psicofisico o di qualsiasi altro pregiudizio personale o patrimoniale, sarà fonte di obbligazione risarcitoria.
La discriminazione è un attacco al cuore della nostra civiltà, soprattutto se perpetrata in modo subdolo mediante comportamenti formalmente corretti ma sostanzialmente lesivi della dignità umana: una preferenza, un’esclusione, un pregiudizio o una restrizione per motivi di origine etnica, status, colore, genere, orientamento sessuale, lingua, religione, cultura, opinione politica, disabilità, età, incidono sulla uguaglianza e sulla libertà dell’essere umano. Sono in grado di difendere i tuoi diritti contro ogni lesione discriminatoria

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Responsabilità del produttore
In seguito all’assunzione di un farmaco hai avvertito inusuali sintomi patologici che hanno compromesso, anche solo temporaneamente, la tua salute?

Se la malattia o i disturbi sono direttamente e causalmente correlati all’assunzione del medicinale potrai chiedere un risarcimento del danno al produttore o al fornitore. Il Codice del Consumo estende infatti anche ai farmaci l’applicazione dell’istituto del “prodotto difettoso”. Viene considerato tale, non ogni prodotto genericamente insicuro, ma, piuttosto, quello che non raggiunga lo standard di sicurezza che il consumatore può legittimamente attendersi, in relazione ad una pluralità di elementi, quali le modalità con cui è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le sue caratteristiche estrinseche, le istruzioni o avvertenze fornite dal produttore ai consumatori e l’uso cui lo stesso è destinato. Presta quindi attenzione: il solo verificarsi di un danno non è necessariamente indice di pericolosità del prodotto, essendo, a tal fine, necessario l’accertamento del mancato raggiungimento dei livelli minimi di sicurezza imposti dalla legge o richiesti dall’utenza. Grava sempre sul danneggiato l’onere di provare l’esistenza del difetto ed il nesso causale tra quest’ultimo ed il danno subito.

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Responsabilità dello Stato per irragionevole durata del processo
Hai azionato o subito un procedimento giudiziario che è durato più di tre anni in primo grado, due anni in secondo grado e un anno in sede di legittimità?

Secondo la L. 89/2001 (cd: Legge Pinto) la parte rimasta danneggiata dalle lungaggini processuali ha diritto ad ottenere un indennizzo anche qualora avesse perso la causa o fosse rimasto contumace. L’entità del danno non patrimoniale, che può variare dai € 400 a € 800 per ogni anno di ritardo, deve tuttavia essere valutata dal giudice sulla base delle prove fornite dalla parte che avrà l’onere di dimostrare lo stress causato dagli ingiustificati ritardi attribuibili al sistema giudiziario. Attenzione però al brevissimo termine di decadenza previsto dalla normativa per proporre il ricorso.

Chiamami subito per non perdere il diritto all’indennizzo e per ottenere un equo ristoro dei danni morali e psicologici sofferti in conseguenza della ingiustificata indolenza della macchina giudiziaria →