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	<title>Cyberbullismo Archivi - Davide Biondini Avvocato</title>
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		<title>Cyberbullismo e social network: quando i genitori possono essere responsabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Biondini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cyberbullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi e Sentenze]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela profilo Social]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I social network sono diventati uno degli spazi principali di relazione tra i più giovani. ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Cyberbullismo e social network: quando i genitori possono essere responsabili" class="read-more button" href="https://www.davidebiondiniavvocato.it/2026/03/13/cyberbullismo-social-responsabilita-genitori/#more-4726" aria-label="Per saperne di più su Cyberbullismo e social network: quando i genitori possono essere responsabili">Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.davidebiondiniavvocato.it/2026/03/13/cyberbullismo-social-responsabilita-genitori/">Cyberbullismo e social network: quando i genitori possono essere responsabili</a> proviene da <a href="https://www.davidebiondiniavvocato.it">Davide Biondini Avvocato</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I social network sono diventati uno degli spazi principali di relazione tra i più giovani. Chat, piattaforme social e applicazioni di messaggistica sono strumenti quotidiani attraverso cui i ragazzi comunicano, condividono contenuti e costruiscono relazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a queste opportunità, però, esistono anche rischi concreti. Episodi di insulti, diffusione di immagini manipolate o creazione di profili falsi possono trasformarsi rapidamente in vere e proprie forme di cyberbullismo, con conseguenze molto serie per chi ne è vittima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi sorge spesso una domanda: <strong>chi risponde dei danni quando questi comportamenti vengono commessi da un minore?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una recente decisione del Tribunale di Brescia n. 879/2025 offre uno spunto interessante per comprendere come il diritto civile affronti situazioni di questo tipo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso: profili fake e immagini manipolate sui social</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda riguarda una ragazza minorenne vittima di una campagna diffamatoria online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro minore aveva creato diversi <strong>profili falsi sui social network</strong>, utilizzati per pubblicare immagini manipolate della vittima accompagnate da commenti offensivi e denigratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini tecniche hanno permesso di ricondurre quei profili al dispositivo utilizzato dal minore responsabile. La persona offesa ha quindi agito in sede civile chiedendo il risarcimento dei danni subiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tribunale ha riconosciuto la gravità del comportamento e ha condannato i <strong>genitori del minore</strong> al pagamento di <strong>15.000 euro a titolo di risarcimento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione si fonda su un principio ormai consolidato: anche quando l’autore materiale del fatto è un minore, <strong>i genitori possono essere chiamati a rispondere dei danni causati dal figlio</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La responsabilità dei genitori per i fatti dei figli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel diritto italiano la responsabilità dei genitori trova fondamento nelle norme del codice civile che disciplinano il danno causato da minori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’Articolo 2048 Codice Civile stabilisce che i genitori sono responsabili dei danni causati dai figli minorenni;</li>



<li>l’Articolo 2047 Codice Civile riguarda invece i danni provocati da chi non è imputabile, come può accadere nel caso di minori molto giovani.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per liberarsi da questa responsabilità i genitori devono dimostrare di <strong>non aver potuto impedire il fatto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel diritto civile questo obbligo è spesso ricondotto a due profili distinti: da un lato l’adeguata <strong>attività educativa nei confronti del figlio</strong> (<em>culpa in educando</em>), dall’altro l’effettivo <strong>dovere di vigilanza sul suo comportamento</strong> (<em>culpa in vigilando</em>).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La difesa dei genitori nel processo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del giudizio i genitori del minore hanno cercato di escludere la propria responsabilità sostenendo di non essere a conoscenza dell’attività online del figlio e di non avere competenze tecnologiche tali da poter controllare in modo efficace l’uso dei social network.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tribunale non ha ritenuto sufficiente questa difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il giudice, il semplice fatto di non conoscere nel dettaglio il funzionamento delle piattaforme digitali non è sufficiente per escludere il dovere di vigilanza previsto dall’Articolo 2048 Codice Civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per evitare la responsabilità civile, infatti, i genitori devono dimostrare di aver adottato <strong>misure concrete e adeguate</strong> per prevenire comportamenti illeciti da parte del figlio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso esaminato dal tribunale questa prova non è stata ritenuta sufficiente.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La vigilanza dei genitori oggi include anche i social network</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti della decisione riguarda proprio il contenuto del dovere di vigilanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto attuale non è più possibile limitare il controllo dei genitori alle attività tradizionali della vita quotidiana. L’educazione e la vigilanza devono necessariamente estendersi anche all’uso degli strumenti digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che rientrano nella sfera di responsabilità dei genitori anche comportamenti che si verificano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sui social network</li>



<li>nelle chat online</li>



<li>nelle piattaforme di messaggistica</li>



<li>nelle applicazioni utilizzate dai ragazzi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, <strong>l’ambiente digitale è oggi parte integrante della vita sociale dei minori</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il quadro normativo sul cyberbullismo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ll fenomeno del cyberbullismo è stato affrontato anche dal legislatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Legge n. 71/2017 ha introdotto strumenti specifici per la tutela dei minori vittime di comportamenti aggressivi online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure previste dalla legge vi sono, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>procedure di intervento da parte delle istituzioni scolastiche</strong></li>



<li><strong>iniziative di prevenzione e sensibilizzazione</strong> rivolte a studenti e famiglie</li>



<li>la possibilità di chiedere <strong>la rimozione dei contenuti offensivi dalle piattaforme online</strong></li>



<li>il <strong>ricorso al Garante per la protezione dei dati personali</strong>, quando il gestore della piattaforma non provvede alla rimozione dei contenuti segnalati</li>



<li>la possibilità di attivare una <strong>procedura amministrativa davanti al Questore per ottenere l’ammonimento dell’autore delle condotte</strong>, uno strumento pensato per intervenire rapidamente nei casi di cyberbullismo tra minori.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a questi strumenti di prevenzione e tutela amministrativa, resta comunque possibile agire in sede civile per ottenere <strong>il risarcimento dei danni</strong> causati da <a href="https://www.davidebiondiniavvocato.it/2025/08/20/diffamazione-online-cosa-dice-la-cassazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comportamenti diffamatori </a>o persecutori online.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Cyberbullismo dei figli: quando rispondono i genitori?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando comportamenti offensivi o diffamatori online vengono commessi da un minore, la responsabilità civile può ricadere anche sui genitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base all’Articolo 2048 Codice Civile, i genitori sono infatti tenuti a rispondere dei danni causati dai figli minorenni, salvo dimostrare di aver esercitato un’adeguata attività educativa e di vigilanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto digitale questo dovere di vigilanza può includere anche il controllo dell’uso dei social network e degli strumenti online utilizzati dai figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo episodi di cyberbullismo o diffamazione sui social possono avere conseguenze legali non solo per chi li compie, ma anche per i genitori.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Quando può essere utile una valutazione legale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nei casi di cyberbullismo, soprattutto quando sono coinvolti minori, è importante ricordare che la tutela della persona non passa soltanto attraverso strumenti giuridici. In molte situazioni può essere utile affiancare all’eventuale intervento legale anche un <strong>adeguato supporto psicologico per la vittima</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Episodi di aggressione o umiliazione online possono infatti avere conseguenze rilevanti sul piano personale, scolastico e relazionale. Per questo motivo, accanto alla valutazione delle possibili iniziative legali, può essere opportuno coinvolgere <strong>figure professionali specializzate</strong>, come psicologi, psicoterapeuti o servizi di supporto presenti nelle scuole e nei centri dedicati alla tutela dei minori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio integrato che tenga conto sia degli aspetti giuridici sia di quelli psicologici può contribuire a gestire in modo più efficace le conseguenze di questi episodi e a sostenere la persona coinvolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le situazioni di cyberbullismo richiedono una <strong>valutazione giuridica particolarmente attenta</strong>. Da un lato è necessario tutelare l’equilibrio psicologico della vittima, comprendendone le reali esigenze e individuando gli strumenti giuridici più adeguati per garantirne una protezione effettiva; dall’altro occorre prevenire il rischio che le condotte illecite si ripetano, soprattutto quando i contenuti sono stati diffusi tramite piattaforme digitali o social network e possono essere facilmente nuovamente immessi nella rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi può essere necessario intervenire con tempestività per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ottenere la <strong>rimozione dei contenuti offensivi</strong>;</li>



<li><strong>individuare i responsabili</strong> della pubblicazione;</li>



<li>valutare la possibilità di <strong>richiedere il risarcimento dei danni</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La sola rimozione dei contenuti, infatti, per le ragioni sopra evidenziate, potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema né a sanare le lesioni subite dalla vittima. L’individuazione dei responsabili — con il possibile coinvolgimento dei genitori, civilmente responsabili — può invece costituire uno strumento concreto per far cessare le condotte illecite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va inoltre considerato che comportamenti diffamatori o vessatori spesso lasciano conseguenze profonde nella vittima, che talvolta necessita di percorsi di supporto psicologico, con costi che possono e devono essere oggetto di richiesta risarcitoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, ogni situazione presenta caratteristiche proprie e richiede un’analisi concreta dei fatti e delle effettive necessità del minore.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Se ritieni di essere stato vittima di comportamenti offensivi online o desideri comprendere quali responsabilità possano sorgere in situazioni simili, può essere utile analizzare il caso concreto con un professionista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per una prima valutazione della situazione o per ricevere ulteriori informazioni, è possibile<a href="https://www.davidebiondiniavvocato.it/contatti/"> contattare lo studio</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.davidebiondiniavvocato.it/2026/03/13/cyberbullismo-social-responsabilita-genitori/">Cyberbullismo e social network: quando i genitori possono essere responsabili</a> proviene da <a href="https://www.davidebiondiniavvocato.it">Davide Biondini Avvocato</a>.</p>
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